Disturbi del comportamento alimentare

Sempre più noti e frequenti sono i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, noti come disturbi del comportamento alimentare. Quali sono i tratti tipici di questi disturbi? Come si possono riconoscere, prevenire o trattare?

Il contesto in cui si sviluppano i disturbi del comportamento alimentare

Il comportamento alimentare è regolato principalmente dai meccanismi fisiologici della fame e della sazietà, che permettono di garantire un equilibrio fra l’assunzione calorica e il dispendio energetico.  Tuttavia, non sono gli unici responsabili della ricerca di cibo, ma ci sono anche altri fattori di tipo psicologico e sociale che hanno un’influenza rilevante nel determinare cosa, quanto e quando si mangia.

Sul tema “obesità” si è parlato spesso in questo blog (vedi  link 1, link 2). Problema inverso all’obesità, ma altrettanto grave, è quello della magrezza. Come per l’obesità, anche per la magrezza si distinguono vari gradi: il più leggero è classificato come sottopeso, seguono la magrezza moderata e la magrezza grave. Oggi un numero crescente di adolescenti e di giovani è spinto dai mass media verso modelli estetici di magrezza, che spingono a ridurre il peso a valori così bassi da non essere più compatibili con un buono stato di salute. Infatti quando le riserve di grasso sono eccessivamente ridotte e non si raggiunge un adeguato bilancio energetico con l’alimentazione, il corpo è obbligato a intaccare i propri muscoli e la propria massa cellulare. Pertanto molte funzioni metaboliche ed endocrine vengono compromesse: diminuisce la resistenza alle malattie infettive, si indeboliscono alle ossa, nelle donne si può alterare la regolarità del ciclo mestruale, fino alla completa scomparsa. Anche le facoltà mentali, l’umore e le capacità di relazionali sono compromesse a causa degli effetti collaterali della denutrizione.

La magrezza estrema, a meno che non siano presenti patologie gravi che impediscano un’alimentazione regolare, generalmente è l’esito di un disturbo del comportamento alimentare. Questi disturbi costituiscono un’ampia gamma di patologie, accomunate da un rapporto problematico con il cibo. Coinvolgono principalmente la sfera psicologica, tuttavia, poiché hanno ricadute inevitabili sullo stato nutrizionale, richiedono un approccio multidisciplinare.

Generalmente i carboidrati e i grassi iniziano a fare “paura”, paura di ingrassare, di non poterseli permettere. Per questo motivo si iniziano ad escludere alcuni alimenti. Poi via via l’elenco degli “esclusi” aumenta, grazie anche al fatto di notare risultati sulla bilancia. Più si restringe, più ritornare a mangiare qualcosa di più diventa difficile. Talvolta la restrizione peggiora fino ad una dieta estremamente restrittiva, talvolta invece dalla restrizione si sfocia nella disinibizione e nella totale perdita di controllo di fronte ad una fame trattenuta per troppo tempo.

Anoressie e bulimie rappresentano un problema grave, diffuso soprattutto tra adolescenti e giovani. Il rapporto fra casi femminili e casi maschili è stimato in genere circa 10:1 per l’anoressia, 20:1 per la bulimia. Anoressie e bulimie hanno radici profonde con comportamenti alimentari disfunzionali già in epoche molto precoci dell’infanzia. L’età di esordio cade perlopiù fra i 10 ei 30 anni, più spesso durante l’adolescenza.

Anche se ci sono grandi differenze tra i vari disturbi del comportamento alimentare, sono numerosi i fattori di rischio e le analogie comportamentali che anoressia, bulimia e obesità hanno in comune: attenzione eccessiva all’alimentazione, tentativi ripetuti di restrizione calorica e di controllo del peso, crisi da alimentazione incontrollata (binge eating), fragilità emotiva e bassa autostima, insoddisfazione per l’immagine corporea.

I principali disturbi del comportamento alimentare

  • Anoressia nervosa
    • Restrizione dell’assunzione calorica con conseguente magrezza patologica e compromissione dello sviluppo fisico e dello stato di salute
    • Intensa paura di aumentare di peso o di ingrassare o comportamento compensatorio persistente per evitare l’aumento di peso nonostante la magrezza
    • Percezione anomala del proprio peso e della forma del proprio corpo
    • Inappropriata influenza del peso e della forma del corpo sulla propria autostima o persistente perdita della capacità di valutare la gravità dell’attuale perdita di peso
    • La magrezza può essere indotta dalla sola restrizione calorica oppure può essere il risultato di comportamenti di compensazione dopo avere mangiato (vomito, purganti, iperattività fisica)
  • Bulimia nervosa
    • Ricorrenti episodi di abbuffata con senso di mancanza di controllo sull’atto del mangiare
    • Ricorrenti comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso come vomito autoindotto, abuso/uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci
    • Alternanza abbuffate/digiuno o esercizio fisico eccessivo
    • Abbuffate e condotte compensatorie inappropriate si verificano in media almeno 1 volta a settimana per 3 mesi
  • Disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder)
    • Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive con mancanza di controllo sull’atto di mangiare
    • Mangiare molto più rapidamente del normale
    • Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di ripienezza eccessiva
    • Mangiare in solitudine per l’imbarazzo
    • Provare disgusto di sé o depressione o intenso senso di colpa
    • Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio, ma non vengono adottati comportamenti compensatori inappropriati
  • Abbuffate alcoliche (binge drinking)
    • Ingestione di forti quantità di alcol in breve tempo, seguite da giorni di astinenza
      (è una pratica diffusa fra i giovani più comune nel sesso maschile, non di rado associata a disturbi alimentari)
  • Fame emotiva (emotional eating) (leggi anche questo articolo)
    • Corto circuito fra stati emotivi e ingestione di cibo, in genere ipercalorico
    • Il bisogno di mangiare per placare emozioni è un ovvio fattore di rischio per comportamenti bulimici e obesità
  • Fame selettiva (food craving)
    • Indica il desiderio intenso, al quale è difficile resistere, di consumare un cibo specifico
    • A differenza della fame che può essere soddisfatta da svariati alimenti, in questo caso l’esigenza è appagata solo da un determinato tipo di cibo, per esempio i dolci o la cioccolata
    • A differenza del binge eating non è necessariamente attuato un eccesso smodato fino a sentirsi scoppiare
  • Sindrome del mangiatore notturno (night eating disorder)
    • Presenza di almeno uno dei due sintomi seguenti: 1) ingestione nelle ore successive alla cena di non meno di un quarto dell’introito calorico quotidiano, 2) risvegli notturni con ingestione di cibo tre o più volte a settimana
    • Si associano di solito disturbi del sonno e umore depresso
  • Ortoressia nervosa
    • Maniacale ossessione per le regole alimentari e quindi irrinunciabile necessità di consumare solo determinati cibi ritenuti sani, sia perché percepiti naturali e genuini, sia biologicamente puri, esenti da patogeni tossine o presunti tali
  • Dismorfismo muscolare o bigoressia
    • Ossessione di sviluppare enormemente la propria muscolatura
    • Come una ragazza affetta da anoressia nervosa ha bisogno della magrezza estrema, così un giovane affetto da bigoressia al rovescio persegue il gigantismo muscolare
    • La dieta è dominata soprattutto dal bisogno di sviluppare la massa muscolare e dall’ossessione di eliminare completamente la massa grassa e tende ad essere squilibrata in senso iperproteico
    • Molto comune è l’uso di integratori alimentari, fino all’uso di sostanze farmacologiche come steroidi anabolizzanti

 

Sitografia: https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018